Acquistare Immobili all’Asta, quali sono le spese da sostenere?

Prima di prendere parte a un’asta giudiziaria e fare l’offerta per un immobile, è bene avere una chiara idea sull’ammontare delle spese complessive.

Acquistare un immobile pignorato può rivelarsi un’azione davvero profittevole, ma bisogna conoscere prima di ogni cosa tutti i costi da sostenere. Il successo di un’operazione di questo tipo dipende da moltissimi fattori, e non solo dall’ammontare dell’offerta che si fa in corso d’asta.

La maggior parte delle persone che si affacciano al mondo delle aste immobiliari commettono infatti questo grandissimo errore, ossia quello di considerare solo ed esclusivamente il valore dell’offerte per l’immobile. In realtà occorre tenere in considerazione tante altre spese per acquisire l’immobile a tutti gli effetti.

Acquistare Immobili all’Asta, quali sono le spese da sostenere?

Il prezzo di aggiudicazione dell’asta non è l’unica spesa da considerare

Chi intende acquistare un immobile all’asta deve calcolare due tipologie di spese: le spese obbligatorie e quelle eventuali.

Le prime corrispondono all’anticipo di una percentuale dell’offerta, che in genere si aggira tra il 10% e il 20%. Si tratta di una sorta di caparra che verrà restituita all’investitore nel caso in cui non riesca ad aggiudicarsi l’immobile. Se invece l’asta immobiliare va a buon fine, questa percentuale verrà poi scalata dal prezzo totale dell’immobile.

Le spese accessorie invece corrispondono al pagamento delle imposte e alle spese destinate alla persona che si occuperà della vendita. Il Tribunale infatti affida l’incarico a un delegato che si occupa delle attività burocratiche legate alla messa in asta dell’immobile. Si tratta di spese variabili, che dipendono in gran parte dal Tribunale che gestisce l’asta, ma è comunque possibile conoscere l’ammontare totale in anticipo. Spesso le spese accessorie vengono suddivise tra il Tribunale e la persona che si aggiudica l’asta.

Ci sono poi le imposte di registro, catastali e ipotecarie. L’importo in questo caso può variare in base al tipo di acquisto, se effettuato da un privato o da un’azienda (vanno calcolati tra i 50 e i 200 euro per imposta). Ci sono poi da considerare le spese condominiali arretrate: se il proprietario dell’immobile non le ha pagate devono essere saldate dal soggetto che si aggiudica l’asta. Quest’ultimo è tenuto a saldare le spese condominiali dell’anno in corso e quelle relative all’anno precedente.

Se ad esempio l’anno prima erano state preventivate in assemblea 2.000 euro per la sostituzione dei citofoni, l’importo dovrà essere saldato da chi si aggiudica l’immobile.

Acquistare immobili all’asta: oltre ai costi fissi, ci sono anche spese variabili

Oltre ai costi fissi di un’immobile all’asta, ci possono essere anche altre spese eventuali, ovvero:

Spese per la sanatoria urbanistica e catastale: in caso di illegalità o abusi edilizi fatti in precedenza, chi si aggiudica l’immobile all’asta dovrà sostenere tutte le spese relative ad eventuali difformità. Ad esempio, se è stato costruito un muro senza il relativo permesso, l’acquirente dell’immobile dovrà provvedere a tutte le spese per sanare l’immobile.

Liberazione dell’immobile: bisogna tenere presente anche le spese per sgomberare l’immobile. Tali spese di liberazione possono essere a carico dell’acquirente o a carico del tribunale. Se è l’acquirente a doverle sostenere è necessario rivolgersi a un avvocato e iniziare così l’operazione di liberazione. Spesso in questi casi è necessario rivolgersi anche a un fabbro per sostituire la serratura della porta.

Per quanto riguarda le spese condominiali, si consiglia di contattare subito l’amministratore per avere un quadro generale delle spese da sostenere (sia quelle obbligatorie che quelle eventuali).

Trattandosi appunto di spese variabili e non fisse, è bene informarsi prima di procedere con l’offerta per l’immobile, al fine di evitare brutte sorprese o imprevisti. Anche se all’apparenza possono sembrare spese banali, in realtà le spese eventuali possono compromettere l’intera riuscita dell’affare e incidere notevolmente sui costi. In sintesi, bisogna sempre considerare un 20% o 30% in più di spese aggiuntive, oltre al prezzo finale con il quale ci si aggiudica l’immobile all’asta.

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