Decreto Legge Bramini: ecco la nuova normativa delle Aste Immobiliari

La normativa che regolamenta le Aste Immobiliari ha recentemente subito un cambiamento radicale. Il Decreto Legge Bramini prevede una serie di tutele che probabilmente saranno estese a tutte le tipologie di debitori, non solo a quelli che hanno debiti nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Il Decreto Legge è stato approvato a fine 2018 e fa parte del cosiddetto decreto semplificazioni. Tale decreto originariamente tutelava solo i soggetti con debiti nei confronti delle banche, impossibilitati a saldare a causa delle inadempienze della Pubblica Amministrazione. La tutela avviene nei confronti di tutte quelle persone che per colpa di debiti non incassati dalle PA non sono stati in grado di regolamentare la loro posizione nei confronti delle banche.

Tale norma prende il nome dall’imprenditore Sergio Bramini, il cui caso è stato reso noto in televisione dal programma televisivo Le Iene. L’imprenditore, pur vantando crediti dalla Pubblica Amministrazione non ha potuto evitare il pignoramento del suo immobile.

Decreto Legge Bramini: ecco la nuova normativa delle Aste Immobiliari

Quali sono le novità del Decreto Legge Bramini?

L’articolo 560 del Codice Civile ha subìto delle modifiche e vuole tutelare maggiormente le persone affinché possano restare nella loro casa pignorata. D’ora in poi dovranno trascorrere 90 giorni dopo l’emissione del decreto definitivo di trasferimento, dopodiché potrà avvenire lo sgombero. A partire da questo momento l’immobile potrà passare a un altro acquirente, previo acquisto tramite asta fallimentare.

Il nuovo decreto semplificazioni è stato approvato in Senato il 29 Gennaio 2019 e verrà dunque esteso a tutte le tipologie di debitori, non solo a quelli che vantano crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Affinché le modifiche del decreto possano essere applicate si devono verificare alcune condizioni:

● Il debitore deve conservare integro l’immobile.
● Deve abitare personalmente nell’immobile.
● Il debitore non può dare in locazione o uso ad altri l’immobile.
● Il debitore deve consentire visite a potenziali acquirenti.

In quali casi il debitore è tenuto a lasciare l’immobile?

Lo sgombero dell’immobile viene ordinato in due casi specifici: nel caso in cui il debitore non rispetti più gli obblighi indicati sopra, oppure una volta trascorsi i 90 giorni dopo il decreto di trasferimento emesso dal giudice.

In sintesi, laddove ci fosse un acquirente interessato all’acquisto tramite asta immobiliare, dovrà aspettare 90 giorni dopo il decreto del tribunale prima di proporsi come acquirente ed entrare in possesso dell’immobile. Tale estensione delle tempistiche tutela il debitore e soprattutto garantisce una maggiore tranquillità. In questo modo si ha più tempo a disposizione per risolvere la propria situazione.

Allo stesso tempo però questa nuova disposizione potrebbe causare difficoltà nel reperire dei potenziali acquirenti disposti all’acquisto di un immobile pignorato. Gli immobili che gravano su un’ipoteca sono poco appetibili agli occhi degli acquirenti, soprattutto quando non se ne conoscono le sorti.

Una vera rivoluzione nel mondo delle Aste Immobiliari

Un cambiamento epocale che prende le distanze dalla precedente normativa e che riguarderà circa 150 mila persone. Questa è la stima del numero di famiglie colpite da una procedura di pignoramento.

Se la procedura di sfratto è già stata avviata non si potranno applicare le modifiche del nuovo decreto Bramini. La nuova normativa infatti non è retroattiva e si applica solo ai casi futuri. Questo vuol dire che il debitore non avrà la possibilità di rientrare nella sua casa, laddove lo sfratto o lo sgombero siano già stati ordinati prima dell’entrata in vigore del decreto.

Per quanto riguarda invece le procedure in corso, la normativa resterà sempre a favore della parte più debole. Lo sgombero avviene soltanto nel caso in cui il custode con il fabbro abbiano già avviato la procedura di cambio della serratura e le operazioni di sloggio dell’immobile. Fino a quel punto il debitore non è obbligato a lasciare il suo immobile.

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