Affitti a Milano, rincaro dei prezzi per gli universitari: le zone più richieste

Il settore degli Affitti a Milano è in continua crescita, grazie anche alla forte presenza di studenti universitari fuori sede che scelgono il capoluogo lombardo per i loro studi.

In particolare, il 2019 sarà l’anno dei rincari riguardo i costi delle stanze in affitto.

L’unica città dove non ci saranno aumenti sarà Bari, mentre Milano e Roma vedranno le loro tariffe salire sempre di più. 

Secondo un’analisi di Solo Affitti, nel 2018 si era verificato a Milano un rincaro del 4%, che quest’anno potrebbe toccare quota 6%.

I prezzi sono in aumento specialmente nelle grandi città.

Infatti il record dei rincari si è registrato a Milano, riconfermandosi la città più cara dove vivere per gli universitari fuori sede. 

Si pensi solo che una camera in affitto costa in media 573 euro.

Questo prezzo potrebbe lievitare del +6 % rispetto al 2018, nonostante l’aumento della domanda (+5% su base annua).

Affitti a Milano, il rincaro dei prezzi quartiere per quartiere

Nella città di Milano il rincaro degli affitti toccherà tutti i quartieri, ad eccezione delle zone Isola, Sarpi, Cenisio e Bovisa.

Per quanto riguarda le zone più centrali e Repubblica ci sarà un aumento del 15% rispetto al 2018.

«La crescita dei costi delle stanze in affitto non si arresta da diversi anni», afferma l’amministratore delegato di “Immobiliare.it”, Carlo Giordano.

Gli aumenti dei prezzi per le stanze in affitto dipendono sia dagli studenti e dalla loro domanda in continua crescita, sia dalla maggiore richiesta di singole stanze al posto di interi appartamenti.

Parliamo quindi di lavoratori fuori sede, studenti e turisti che hanno stravolto il mercato degli affitti brevi, in particolare nelle grandi metropoli e nelle città d’arte. 

Negli ultimi anni si è registrato nel capoluogo lombardo un vero e proprio boom di richieste di locazioni.

Colpa anche della precarietà del mercato del lavoro, che ha reso sempre più difficoltoso l’acquisto di immobili a Milano per alcune fasce della popolazione.

Non è un caso che oggi possiamo considerare Milano la leader indiscussa nel mercato immobiliare.

Allo stesso tempo sono cambiate anche le abitudini degli individui.

Essi sono infatti sempre più inclini alla mobilità e agli spostamenti per motivi di famiglia, lavoro, studio o turismo.

In un panorama come questo, gli immobili in affitto si rivelano la soluzione migliore. 

Le condizioni socio-economiche della popolazione spingono le persone a richiedere sempre di più immobili in affitto (o stanze, se studenti), specialmente nelle grandi metropoli come Milano.

Questo cambiamento è tipico delle grandi città e parte da Milano, con una tendenza destinata a diffondersi anche nel resto delle città italiane

Basti pensare che dal 2014 le locazioni a Milano sono aumentate del 22%, con un incremento esponenziale dopo i mega eventi come Expo 2015.

Un trend in continua crescita, che rende Milano la città più cara in tutta Italia riguardo le locazioni.

Tuttavia, ci sono zone milanesi con prezzi più accessibili, come Baggio (12,4 euro/m²), Lorenteggio-Bande Nere (13,6 euro/m²) e Corvetto (13,5 euro/m²).

Le zone dove si sono registrati più rincari sono Navigli-Bocconi (18,4 euro/m²) e il Centro Storico (23 euro/m²).

Una vera e propria stangata per gli studenti universitari, che dovranno mettere in conto una spesa media di 543 euro al mese per una stanza a Milano.

Nel caso in cui si cerchi casa nelle zone centrali, vicino agli atenei o nelle vie della movida milanese, dovranno mettere in conto picchi di 600 euro al mese.

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Nuovo Stadio di San Siro: grandi opportunità per gli investitori

Il nuovo Stadio di San Siro è uno dei progetti futuri più importanti tra quelli presentati nel 2019 al Comune di Milano.

Dopo le dichiarazioni alla stampa, la notizia è ufficiale: Inter e Milan hanno presentato il progetto al Comune di Milano per creare un nuovo impianto sportivo.

Tale progetto che include anche la riqualificazione urbana dell’intera area, con successivo abbattimento dello Stadio Meazza.

Si tratta di un nuovo stadio con oltre 60 mila posti a sedere sarà vivibile 365 giorni all’anno e non solamente durante le partite.

Un progetto in stile americano, un enorme impianto dedicato non solo allo sport ma anche alla ristorazione, all’intrattenimento e allo shopping.

Secondo le previsioni il nuovo stadio dovrebbe creare ben 3500 nuovi posti di lavoro

Insomma, le Olimpiadi di Milano 2026 non saranno l’unico progetto interessante per gli investitori.

Nuovo Stadio San Siro a Milano: investimenti per 700 milioni di euro

Saranno investiti all’incirca 700 milioni di euro per questo nuovo impianto sportivo.

E’ prevista inseme al nuovo impianto anche la riqualificazione urbana dell’intera area, che porterà la cifra da investire ad oltre 1,2 miliardi di euro.

Se tutto procede secondo i piani, entro il 2024 il nuovo stadio a San Siro dovrebbe essere ultimato, demolizione compresa.

Il nuovo impianto dovrebbe essere costruito a pochi passi dall’attuale San Siro, nella zona dove sorgeva il vecchio Palazzetto dello Sport.

Ben 154 mila metri quadrati saranno destinati ad aree alberghiere, di intrattenimento, zone commerciali e uffici. Sarà in sostanza un vero e proprio “quartiere commerciale” che sorgerà nelle zone limitrofe. 

Il nuovo stadio e tutta la riqualificazione che ne deriverà, porteranno sicuramente a un aumento delle richieste di immobili in tutta l’area circostante.

Essa subirà un netto miglioramento dal punto di vista urbano, dei collegamenti e dei servizi, proprio come è successo con Expo 2015.

Inoltre, la necessità di assumere 3.500 addetti ai lavori porterà inevitabilmente ad aumentare l’acquisto o l’affitto di immobili nella zona circostante, o comunque in varie zone della città di Milano.

Gli sviluppi immobiliari intorno all’area di San Siro saranno decisamente importanti, e renderanno più sostenibile l’intero progetto. 

Dal punto di vista turistico la richiesta di affitti brevi e formule Airbnb nelle aree circostanti andrà sicuramente aumentando, trattandosi di un impianto sportivo che ospiterà eventi calcistici importanti e concerti di un certo calibro. 

Il nuovo Stadio di San Siro e la riqualificazione dell’area porteranno benefici non solo dal punto di vista calcistico, ma anche al settore degli investimenti immobiliari.

Se il progetto verrà approvato dal Comune di Milano, gli investitori potranno approfittare di questo “restyling milanese” per andare a caccia di nuovi affari immobiliari, bisogna solo aspettare che il progetto di fattibilità venga approvato.

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Olimpiadi Milano 2026: investimenti immobiliari per 400 milioni

Il 6 Febbraio 2026 è la data ufficiale che decreterà l’inizio delle Olimpiadi a Milano.

Questo evento rappresenterà per gli Investitori Immobiliari una grande opportunità che non dovranno assolutamente lasciarsi scappare.

Milano è diventata la capitale italiana degli investimenti immobiliari anche grazie ai  numerosi eventi che ogni anno attirano l’interesse degli investitori aumentando la domanda di immobili.

Basti pensare ai grandi eventi milanesi come Expo 2015, il Salone del Mobile o la Milano Fashion Week, che puntualmente aumentano il valore degli immobili in vendita o a reddito.

Il numero degli investitori esteri ad esempio era triplicato in occasione di Expo 2015. 

Il discorso delle Olimpiadi a Milano è ancora più interessante.

Si tratta infatti di un mega evento che porterà a Milano un investimento per 400 oltre milioni di euro.

Milano e Cortina ospiteranno le Olimpiadi invernali del 2026 e l’impatto dei giochi olimpici sarà rilevante per il settore degli investimenti immobiliari. 

Olimpiadi a Milano: 13 mila nuovi posti di lavoro

In realtà l’intera economia italiana che trarrà beneficio dalle Olimpiadi, che secondo le previsioni potrebbero generare quasi 840 miliardi di profitto generale.

Un evento che è pronto a creare 13 mila posti di lavoro solo in Veneto e in Trentino.

Secondo uno studio condotto dall’Università La Sapienza, “i Giochi contribuiranno positivamente alla crescita dell’economia: gli incrementi del Pil tra il 2020 e il 2028 vanno da 81 a 93 milioni di euro annui”.

Parliamo di circa 346 milioni di investimenti necessari per la realizzazione di villaggi olimpici, media center e tutti gli interventi specifici sugli impianti.

Milano si prepara dunque ad accogliere investimenti per oltre 10 miliardi di euro e aumentare il proprio fatturato nel settore degli investimenti immobiliari. 

Moltissimi immobili, soprattutto quelli nelle aree riqualificate di Milano, vedranno aumentare il loro valore commerciale, e tutto questo si ripercuoterà anche sugli immobili di tipo commerciale.

Le Olimpiadi di Milano porteranno un netto miglioramento dei servizi e delle infrastrutture.

Infatti i collegamenti metropolitani saranno ampliati e migliorati, così come la rete ferroviaria e i collegamenti stradali che faciliteranno il transitare dei turisti. E a lungo andare questi saranno vantaggi permanenti per i cittadini Milanesi. 

Una riqualificazione immobiliare permanente

Assisteremo dunque a una sorta di “riqualificazione permanente”, che attirerà l’interesse degli investitori immobiliari e riqualificherà alcune zone di Milano, che vedranno aumentare il valore commerciale degli immobili.

In poche parole, si tratta di una grande occasione per il mercato immobiliare milanese. 

Le zone che più beneficeranno delle Olimpiadi saranno quelle preposte per i nuovi impianti sportivi e le nuove residenze per gli atleti.

Le periferie anonime verranno così trasformate in quartieri infrastrutturati e riqualificati. Il villaggio olimpico, ad esempio, sorgerà nella zona dell’ex scalo merci di Porta Romana, e in seguito verrà riconvertito in residenze universitarie.

Infine, le Olimpiadi 2026 porteranno un vero boom nel settore degli affitti brevi, ormai la soluzione più conveniente per i turisti  in occasione di mega eventi come questi.

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Saldo e Stralcio Immobiliare, l’unica soluzione che accontenta tutte le parti coinvolte

Saldo e Stralcio Immobiliare, l’unica soluzione che accontenta tutte le parti coinvolte

Lo stralcio immobiliare è senza dubbio la modalità più redditizia per investire in immobili.

Il vero vantaggio dello stralcio immobiliare sta nel fatto che la trattativa porta benefici a tutte le parti coinvolte, non solo al debitore. Anche i creditori e il nuovo proprietario dell’immobile possono beneficiare dello stralcio.

Saldo e Stralcio Immobiliare, l’unica soluzione che accontenta tutte le parti coinvolte

Stralcio Immobiliare: i vantaggi per il debitore

La prima figura che trae vantaggio dallo stralcio immobiliare è ovviamente quella del debitore. Chi sta subendo un pignoramento immobiliare può evitare i debiti solo ricorrendo allo stralcio. Questo perché, nel momento in cui un immobile viene venduto all’asta, ci sono tutta una serie di variabili imprevedibili e che rischiano di abbassare notevolmente il prezzo finale.

Spesso gli immobili rischiano di essere venduti ad un prezzo molto basso, talmente basso e  fuori mercato che estinguere tutti i debiti sarà impossibile. Rispetto alle aste, lo stralcio immobiliare funziona in modo del tutto diverso: prima di tutto si stabilisce una trattativa diretta con i creditori, in questo modo il soggetto che rischia di perdere la casa ha la possibilità di saldare tutti i debiti.

A questo punto i creditori potranno avanzare una serie di richieste, e una volta che queste verranno soddisfatte dovranno firmare una rinuncia agli atti. Si tratta di un documento molto importante, perché garantisce la rinuncia da parte dei creditori ad avanzare qualsiasi tipo di pretesa verso il debitore.

Stralcio immobiliare: i vantaggi per i creditori

Con lo stralcio immobiliare le richieste dei creditori vengono dunque soddisfatte solo in parte. Questo perché l’obiettivo della procedura è quello di azzerare i debiti ed evitare che il debitore possa perdere la casa, dunque se i creditori non fossero disposti a negoziare tutto ciò non potrebbe avvenire.

Il punto è che le aste immobiliari sono piene di incognite, e talvolta l’esito potrebbe essere rischioso anche per i creditori. È possibile infatti che le prime aste siano deserte, e questo può aumentare il rischio di svendere l’immobile a un prezzo eccessivamente basso rispetto al suo valore reale. Di conseguenza anche i creditori devono essere disposti a rischiare di perdere gran parte dei loro investimenti.

Con la trattativa del saldo e stralcio invece, i creditori ricevono solo una parte di quello che gli spetta, ma il vantaggio è che la ricevono subito. Non c’è dunque bisogno di attendere la vendita all’asta dell’immobile, con tutti i rischi e le incognite del caso.

Stralcio immobiliare: i vantaggi per il nuovo proprietario dell’immobile

Anche il nuovo acquirente dell’immobile può trarre dei vantaggi dalla trattativa del saldo e stralcio.

Innanzitutto, perché ha la possibilità di entrare in contatto con il debitore e aiutarlo a uscire fuori dalla situazione di difficoltà finanziaria. Il nuovo proprietario riuscirà comunque ad acquistare la casa ad un prezzo assai conveniente, ma con la certezza in più di aver agito in moto etico, liberando il vecchio proprietario dal debito.

Da questa panoramica emerge dunque che la trattativa di saldo e stralcio è la soluzione migliore non solo per il debitore, ma anche per tutte le altre parti coinvolte.

I creditori incassano immediatamente la loro quota, senza dover attendere l’esito delle aste immobiliari. Dall’altra parte il debitore vede i suoi debiti azzerarsi e il nuovo acquirente potrà acquistare l’immobile ad un prezzo conveniente, con la certezza di non aver danneggiato nessuno.

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Acquistare Immobili all’Asta, quali sono le spese da sostenere?

Acquistare Immobili all’Asta, quali sono le spese da sostenere?

Prima di prendere parte a un’asta giudiziaria e fare l’offerta per un immobile, è bene avere una chiara idea sull’ammontare delle spese complessive.

Acquistare un immobile pignorato può rivelarsi un’azione davvero profittevole, ma bisogna conoscere prima di ogni cosa tutti i costi da sostenere. Il successo di un’operazione di questo tipo dipende da moltissimi fattori, e non solo dall’ammontare dell’offerta che si fa in corso d’asta.

La maggior parte delle persone che si affacciano al mondo delle aste immobiliari commettono infatti questo grandissimo errore, ossia quello di considerare solo ed esclusivamente il valore dell’offerte per l’immobile. In realtà occorre tenere in considerazione tante altre spese per acquisire l’immobile a tutti gli effetti.

Acquistare Immobili all’Asta, quali sono le spese da sostenere?

Il prezzo di aggiudicazione dell’asta non è l’unica spesa da considerare

Chi intende acquistare un immobile all’asta deve calcolare due tipologie di spese: le spese obbligatorie e quelle eventuali.

Le prime corrispondono all’anticipo di una percentuale dell’offerta, che in genere si aggira tra il 10% e il 20%. Si tratta di una sorta di caparra che verrà restituita all’investitore nel caso in cui non riesca ad aggiudicarsi l’immobile. Se invece l’asta immobiliare va a buon fine, questa percentuale verrà poi scalata dal prezzo totale dell’immobile.

Le spese accessorie invece corrispondono al pagamento delle imposte e alle spese destinate alla persona che si occuperà della vendita. Il Tribunale infatti affida l’incarico a un delegato che si occupa delle attività burocratiche legate alla messa in asta dell’immobile. Si tratta di spese variabili, che dipendono in gran parte dal Tribunale che gestisce l’asta, ma è comunque possibile conoscere l’ammontare totale in anticipo. Spesso le spese accessorie vengono suddivise tra il Tribunale e la persona che si aggiudica l’asta.

Ci sono poi le imposte di registro, catastali e ipotecarie. L’importo in questo caso può variare in base al tipo di acquisto, se effettuato da un privato o da un’azienda (vanno calcolati tra i 50 e i 200 euro per imposta). Ci sono poi da considerare le spese condominiali arretrate: se il proprietario dell’immobile non le ha pagate devono essere saldate dal soggetto che si aggiudica l’asta. Quest’ultimo è tenuto a saldare le spese condominiali dell’anno in corso e quelle relative all’anno precedente.

Se ad esempio l’anno prima erano state preventivate in assemblea 2.000 euro per la sostituzione dei citofoni, l’importo dovrà essere saldato da chi si aggiudica l’immobile.

Acquistare immobili all’asta: oltre ai costi fissi, ci sono anche spese variabili

Oltre ai costi fissi di un’immobile all’asta, ci possono essere anche altre spese eventuali, ovvero:

Spese per la sanatoria urbanistica e catastale: in caso di illegalità o abusi edilizi fatti in precedenza, chi si aggiudica l’immobile all’asta dovrà sostenere tutte le spese relative ad eventuali difformità. Ad esempio, se è stato costruito un muro senza il relativo permesso, l’acquirente dell’immobile dovrà provvedere a tutte le spese per sanare l’immobile.

Liberazione dell’immobile: bisogna tenere presente anche le spese per sgomberare l’immobile. Tali spese di liberazione possono essere a carico dell’acquirente o a carico del tribunale. Se è l’acquirente a doverle sostenere è necessario rivolgersi a un avvocato e iniziare così l’operazione di liberazione. Spesso in questi casi è necessario rivolgersi anche a un fabbro per sostituire la serratura della porta.

Per quanto riguarda le spese condominiali, si consiglia di contattare subito l’amministratore per avere un quadro generale delle spese da sostenere (sia quelle obbligatorie che quelle eventuali).

Trattandosi appunto di spese variabili e non fisse, è bene informarsi prima di procedere con l’offerta per l’immobile, al fine di evitare brutte sorprese o imprevisti. Anche se all’apparenza possono sembrare spese banali, in realtà le spese eventuali possono compromettere l’intera riuscita dell’affare e incidere notevolmente sui costi. In sintesi, bisogna sempre considerare un 20% o 30% in più di spese aggiuntive, oltre al prezzo finale con il quale ci si aggiudica l’immobile all’asta.

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Investire in Immobili a Milano, le zone migliori dove puntare

I dati parlano chiaro, dopo L’Expo del 2015 il mercato immobiliare a Milano ha iniziato un periodo di forte crescita, e questo periodo non accenna ad arrestarsi. Sono infatti più di 49 le zone di Milano dove i prezzi degli immobili sono nettamente aumentati.

E non si parla solamente delle arterie principali della città, ovvero il centro storico e le vie dello shopping. Sono moltissime le zone del capoluogo lombardo in fase di rivalutazione e riqualificazione urbana, e i tempi in cui Milano si svuotava durante il weekend sono ormai lontani. La presenza turistica ha raggiunto ormai numeri impressionanti, degni di una grande metropoli.

Tutte queste caratteristiche messe insieme non fanno altro che attirare l’interesse degli investitori.

Investire in Immobili a Milano, le zone migliori dove puntare

Ma quali sono le zone di Milano migliori dove poter investire?

Nel 2016 il 35% delle operazioni immobiliari in Italia si è conclusa a Milano. Negli ultimi anni inoltre sono nati nuovi interessanti progetti nel capoluogo lombardo come il Citylife, Porta Nuova, Bovisa e Bicocca, che hanno riqualificato anche le zone circostanti rendendole più appetibili agli occhi degli investitori.

Per quanto riguarda le quotazioni, i valori immobiliari delle zone centrali sono in netto aumento (+ 2,5%). Interessanti anche le zone di Brera e Porta Romana, il mercato immobiliare di Corso Como negli ultimi anni si è dimostrato molto dinamico, così come le aree limitrofe.

Per quanto riguarda invece le cosiddette zone del design si stanno riscontrando dei buoni risultati, soprattutto in Corso Venezia, Garibaldi e Solari (+ 2,6 rispetto al 2006). Inoltre, tutte le zone interessate dalla Metropolitana 5 hanno registrato +0,7% in dieci anni con punte del +9,8% in Fiera e Monterosa.

Le zone di Milano che hanno registrato aumenti maggiori del valore immobiliare

Si stima che gli immobili nei pressi della nuova Linea Metropolitana M4 saranno rivalutati per oltre 1 miliardo e mezzo di euro. Si tratta di immobili che costano circa 6 mila euro al metro quadrato e che nel 2018 hanno registrato un aumento del + 1%.

La crescita maggiore è stata registrata dalle zone nei pressi di viale Piceno-Indipendenza (+1,6%), Argonne-Viale Corsica (+1,7%) e al Tribunale (+1,6%). Degna di nota anche la zona universitaria, dove nell’ultimo anno i prezzi sono cresciuti del +1,7%. Anche le zone della Bovisa e dell’università Cattolica sono in crescita, così come l’area dell’università Bocconi.

Da tenere d’occhio tutte quelle costruzioni in zone frequentate da studenti, che potrebbero ripopolare i locali adiacenti e generare un impatto positivo anche sui prezzi delle case. Le zone della Movida Milanese fino ad ora sono riuscite a contenere i rialzi, ma si stima un netto aumento nei prossimi anni. Soprattutto per quanto riguarda le aree di Brera, Porta Nuova e Navigli.

Le zone migliori su cui puntare per gli investimenti immobiliari a Milano sono ovviamente tutte le aree concentrate nel centro storico e nelle vie dello shopping, quindi via della Spiga, via Monte Napoleone, la zona di piazza San Babila e piazza della Scala. I prezzi partono da 11 mila euro al metro quadro nelle zone di Castello Sforzesco e Cordusio. Si parte invece da 9 mila euro al mq per Corso Venezia e Zona Repubblica.

Gli investitori oggi puntano sui giovani, gli studenti e i lavoratori single

Milano è la città d’Italia con il più alto numero di nuclei familiari composti da una sola persona, che superano il 50% delle unità familiari complessive.

Di conseguenza, i monolocali sono le tipologie di immobili più richieste e gli investimenti migliori sono quelli destinati agli affitti, che restano abbastanza alti anche negli immobili più piccoli.

Da considerare inoltre che, negli ultimi anni, è cresciuto il numero di giovani Millenial che ha acquistato la sua prima casa a Milano. Nel complesso si può affermare che l’area Nord- Est di Milano (la zona che va che va da Buenos Aires a corso XXII Marzo) è una delle migliori dove investire in immobili oggi.

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Tutti i vantaggi di acquistare un immobile pignorato all’Asta

Tutti i vantaggi di acquistare un immobile pignorato all’Asta

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un vero e proprio incremento di procedure esecutive immobiliari, e la conseguenza diretta di questo fenomeno è stato un aumento considerevole degli immobili messi all’asta.

L’interesse nei confronti delle aste immobiliari è cresciuto sempre di più, e con esso anche il numero di persone intenzionate ad acquistare immobili pignorati, facendo preferire agli investitori più navigati la procedura del Saldo e Stralcio.

L’acquisto di un immobile all’asta presenta inoltre numerose criticità, che vanno esaminate con attenzione prime di prendere delle decisioni definitive.

Dall’altra parte però ci sono anche numerosi vantaggi, che rendono questa tipologia di immobili piuttosto appetibili agli occhi degli investitori, rispetto a una normale compravendita immobiliare.

Tutti i vantaggi di acquistare un immobile pignorato all’Asta

I vantaggi di acquistare un immobile pignorato

Vediamo dunque quali sono i principali vantaggi di acquistare un immobile pignorato.

Alto potenziale di risparmio: sicuramente uno dei vantaggi principali risiede proprio nell’elevata percentuale di risparmio. Si può partire da un risparmio del 10/20% rispetto al prezzo dell’immobile, fino ad arrivare ad un 50/60% nei casi più vantaggiosi.

Trasparenza delle informazioni sugli immobili: tutta la documentazione che riguarda l’immobile all’asta si può reperire facilmente e velocemente. Questo perché tutti i documenti sono scaricabili liberamente dal sito del Tribunale e da altri
siti convenzionati con esso.

Obbligo di redazione della perizia: è previsto per tutti gli immobili pignorati. In riferimento alla norma dell’art. 568 c.p.c. l’immobile all’asta viene esaminato da un professionista esperto in materia e nominato dal tribunale che ha il compito di
effettuare una perizia di stima.

Assenza di provvigioni: negli acquisti di immobili pignorati l’acquirente non è tenuto a versare provvigioni di mediazione immobiliare o spese notarili,

Buone possibilità di ottenere finanziamenti: le banche mettono a disposizione prodotti finanziari appositi per le aste immobiliari (che prevedono tempi di istruttoria più contenuti e garanzie).

È bene però specificare che, se si è alle prime armi, è bene affidarsi a un professionista prima di acquistare un immobile pignorato. Anche un piccolo errore potrebbe essere fatale o avere gravi conseguenze, e ciò potrebbe rendere vano l’atto di acquisto. Chi intende acquistare un immobile all’asta deve avere dimestichezza con il settore e con l’intero iter
da seguire.

Un professionista deve essere in grado di illustrare all’acquirente tutti i pro e i contro del processo di acquisto, perché i rischi ci sono ed è bene non sottovalutarli. Ad esempio, c’è da considerare il fatto che l’acquisto di immobili all’asta avviene a corpo e non a misura, possono esserci spese condominiali arretrate, e altri vizi che è bene conoscere e analizzare sempre con occhi esperti.

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Rapporto UBS Global Real Estate Bubble Index 2018 sul Mercato Immobiliare di Milano

Rapporto UBS Global Real Estate Bubble Index 2018 sul Mercato Immobiliare di Milano

Il Rapporto UBS Global Real Estate Bubble Index 2018 ha analizzato nel dettaglio i prezzi degli immobili residenziali in 20 colossi finanziari a livello internazionale. L’intento di questo rapporto è stato quello di individuare il rischio di bolla immobiliare o i casi di sopravvalutazione dei singoli mercati immobiliari.

Dallo studio emerge che, nel mercato immobiliare residenziale, Milano risulta essere seconda città più sottovalutata in Europa e nel mondo, preceduta solo da Chicago. Da questo studio si evince soprattutto che i prezzi reali sono inferiori del 30% rispetto a quelli registrati nel 2007. Questo vuol dire che gli enormi investimenti degli ultimi anni, molti dei quali provenienti dall’estero, non sono riusciti a inflazionare il mercato che continua incessantemente a crescere sia in termini di sviluppo generale che di singole transazioni.

In vetta alla classifica del Rapporto Real Estate Bubble Index 2018 troviamo invece Hong Kong, la città stato asiatica maggiormente esposta ad una correzione di valutazioni. I prezzi degli immobili infatti sono cresciuti del 10% dal 2012 ad oggi e Hong Kong risulta essere la città con una percentuale più alta di bolla immobiliare.

Nelle posizioni più alte della classifica troviamo Monaco di Baviera, Toronto, Vancouver, Londra e Amsterdam. Altre città come Stoccolma, Parigi, San Francisco, Francoforte e Sydney sembrano risentire meno dei ribassi del mercato immobiliare. Per quanto riguarda invece città come New York e Ginevra, le valutazioni sono leggermente calate.

La crescita dei mutui invece sembra essere dimezzata rispetto al periodo pre-crisi finanziaria. «Anche se molti centri finanziari rimangono a rischio di bolla immobiliare, la situazione odierna non è comparabile alle condizioni pre-crisi» ha commentato Mark Haefele, Chief Investment Officer di UBS Global Wealth Management. «Tuttavia, consigliamo di continuare a operare con selettività sui mercati immobiliari vicini a livelli di bolla, come Hong Kong, Toronto e Londra».

Rapporto UBS Global Real Estate Bubble Index 2018 sul Mercato Immobiliare di Milano

Gli immobili residenziali

In un panorama come questo si raccomanda estrema cautela nell’acquisto di immobili residenziali nelle principali città più sviluppate. Nel 2018 abbiamo assistito ad un vero e proprio boom dei prezzi nelle città più importanti d’Europa. Nell’ultimo anno i prezzi degli immobili sono saliti del 3,5% circa, superando di gran lunga i ritmi dell’ultimo decennio.

Mentre da un lato le quotazioni hanno registrato una forte crescita, sono comparse anche le prime falle nel boom immobiliare. I prezzi degli immobili sono scesi in alcune città che nel 2018 erano a rischio bolla immobiliare.

La maggior parte delle famiglie non è in grado di sostenere l’acquisto di una casa nei centri finanziari più importanti, a meno che non possa contare su un’eredità piuttosto consistente. Molti di questi immobili risultano difficilmente accessibili e questo non fa che rallentare il processo di crescita di queste città, allontanando sempre di più l’interesse degli investitori.

Nel caso specifico di Milano, città che è stata inclusa nello studio, è stato rilevato un aumento dei prezzi specialmente nella zona centrale. Le tempistiche necessarie per la vendita di un immobile sono diminuite e il mercato immobiliare si può definire finalmente in fortissima ripresa. Merito anche delle condizioni di finanziamento favorevoli e dell’elevata accessibilità degli immobili in Europa.

Il Real Estate Bubble Index 2018 ha analizzato infine la situazione negli Stati Uniti

Dall’analisi emerge chiaramente che Chicago è la città più sottovalutata in assoluto, considerato che i prezzi al netto dell’inflazione sono inferiori del 30% rispetto ai massimi del 2006. A San Francisco invece la situazione è nettamente differente, con delle quotazioni che salgono del 9% rispetto allo scorso anno.

Per quanto riguarda le previsioni future, UBS prevede prezzi in salita in Europa e a Milano. Questa crescita è possibile grazie alla ripresa generale e al recente recupero del settore immobiliare nel capoluogo lombardo.

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