Saldo e Stralcio Immobiliare, l’unica soluzione che accontenta tutte le parti coinvolte

Saldo e Stralcio Immobiliare, l’unica soluzione che accontenta tutte le parti coinvolte

Lo stralcio immobiliare è senza dubbio la modalità più redditizia per investire in immobili.

Il vero vantaggio dello stralcio immobiliare sta nel fatto che la trattativa porta benefici a tutte le parti coinvolte, non solo al debitore. Anche i creditori e il nuovo proprietario dell’immobile possono beneficiare dello stralcio.

Saldo e Stralcio Immobiliare, l’unica soluzione che accontenta tutte le parti coinvolte

Stralcio Immobiliare: i vantaggi per il debitore

La prima figura che trae vantaggio dallo stralcio immobiliare è ovviamente quella del debitore. Chi sta subendo un pignoramento immobiliare può evitare i debiti solo ricorrendo allo stralcio. Questo perché, nel momento in cui un immobile viene venduto all’asta, ci sono tutta una serie di variabili imprevedibili e che rischiano di abbassare notevolmente il prezzo finale.

Spesso gli immobili rischiano di essere venduti ad un prezzo molto basso, talmente basso e  fuori mercato che estinguere tutti i debiti sarà impossibile. Rispetto alle aste, lo stralcio immobiliare funziona in modo del tutto diverso: prima di tutto si stabilisce una trattativa diretta con i creditori, in questo modo il soggetto che rischia di perdere la casa ha la possibilità di saldare tutti i debiti.

A questo punto i creditori potranno avanzare una serie di richieste, e una volta che queste verranno soddisfatte dovranno firmare una rinuncia agli atti. Si tratta di un documento molto importante, perché garantisce la rinuncia da parte dei creditori ad avanzare qualsiasi tipo di pretesa verso il debitore.

Stralcio immobiliare: i vantaggi per i creditori

Con lo stralcio immobiliare le richieste dei creditori vengono dunque soddisfatte solo in parte. Questo perché l’obiettivo della procedura è quello di azzerare i debiti ed evitare che il debitore possa perdere la casa, dunque se i creditori non fossero disposti a negoziare tutto ciò non potrebbe avvenire.

Il punto è che le aste immobiliari sono piene di incognite, e talvolta l’esito potrebbe essere rischioso anche per i creditori. È possibile infatti che le prime aste siano deserte, e questo può aumentare il rischio di svendere l’immobile a un prezzo eccessivamente basso rispetto al suo valore reale. Di conseguenza anche i creditori devono essere disposti a rischiare di perdere gran parte dei loro investimenti.

Con la trattativa del saldo e stralcio invece, i creditori ricevono solo una parte di quello che gli spetta, ma il vantaggio è che la ricevono subito. Non c’è dunque bisogno di attendere la vendita all’asta dell’immobile, con tutti i rischi e le incognite del caso.

Stralcio immobiliare: i vantaggi per il nuovo proprietario dell’immobile

Anche il nuovo acquirente dell’immobile può trarre dei vantaggi dalla trattativa del saldo e stralcio.

Innanzitutto, perché ha la possibilità di entrare in contatto con il debitore e aiutarlo a uscire fuori dalla situazione di difficoltà finanziaria. Il nuovo proprietario riuscirà comunque ad acquistare la casa ad un prezzo assai conveniente, ma con la certezza in più di aver agito in moto etico, liberando il vecchio proprietario dal debito.

Da questa panoramica emerge dunque che la trattativa di saldo e stralcio è la soluzione migliore non solo per il debitore, ma anche per tutte le altre parti coinvolte.

I creditori incassano immediatamente la loro quota, senza dover attendere l’esito delle aste immobiliari. Dall’altra parte il debitore vede i suoi debiti azzerarsi e il nuovo acquirente potrà acquistare l’immobile ad un prezzo conveniente, con la certezza di non aver danneggiato nessuno.

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Acquistare Immobili all’Asta, quali sono le spese da sostenere?

Acquistare Immobili all’Asta, quali sono le spese da sostenere?

Prima di prendere parte a un’asta giudiziaria e fare l’offerta per un immobile, è bene avere una chiara idea sull’ammontare delle spese complessive.

Acquistare un immobile pignorato può rivelarsi un’azione davvero profittevole, ma bisogna conoscere prima di ogni cosa tutti i costi da sostenere. Il successo di un’operazione di questo tipo dipende da moltissimi fattori, e non solo dall’ammontare dell’offerta che si fa in corso d’asta.

La maggior parte delle persone che si affacciano al mondo delle aste immobiliari commettono infatti questo grandissimo errore, ossia quello di considerare solo ed esclusivamente il valore dell’offerte per l’immobile. In realtà occorre tenere in considerazione tante altre spese per acquisire l’immobile a tutti gli effetti.

Acquistare Immobili all’Asta, quali sono le spese da sostenere?

Il prezzo di aggiudicazione dell’asta non è l’unica spesa da considerare

Chi intende acquistare un immobile all’asta deve calcolare due tipologie di spese: le spese obbligatorie e quelle eventuali.

Le prime corrispondono all’anticipo di una percentuale dell’offerta, che in genere si aggira tra il 10% e il 20%. Si tratta di una sorta di caparra che verrà restituita all’investitore nel caso in cui non riesca ad aggiudicarsi l’immobile. Se invece l’asta immobiliare va a buon fine, questa percentuale verrà poi scalata dal prezzo totale dell’immobile.

Le spese accessorie invece corrispondono al pagamento delle imposte e alle spese destinate alla persona che si occuperà della vendita. Il Tribunale infatti affida l’incarico a un delegato che si occupa delle attività burocratiche legate alla messa in asta dell’immobile. Si tratta di spese variabili, che dipendono in gran parte dal Tribunale che gestisce l’asta, ma è comunque possibile conoscere l’ammontare totale in anticipo. Spesso le spese accessorie vengono suddivise tra il Tribunale e la persona che si aggiudica l’asta.

Ci sono poi le imposte di registro, catastali e ipotecarie. L’importo in questo caso può variare in base al tipo di acquisto, se effettuato da un privato o da un’azienda (vanno calcolati tra i 50 e i 200 euro per imposta). Ci sono poi da considerare le spese condominiali arretrate: se il proprietario dell’immobile non le ha pagate devono essere saldate dal soggetto che si aggiudica l’asta. Quest’ultimo è tenuto a saldare le spese condominiali dell’anno in corso e quelle relative all’anno precedente.

Se ad esempio l’anno prima erano state preventivate in assemblea 2.000 euro per la sostituzione dei citofoni, l’importo dovrà essere saldato da chi si aggiudica l’immobile.

Acquistare immobili all’asta: oltre ai costi fissi, ci sono anche spese variabili

Oltre ai costi fissi di un’immobile all’asta, ci possono essere anche altre spese eventuali, ovvero:

Spese per la sanatoria urbanistica e catastale: in caso di illegalità o abusi edilizi fatti in precedenza, chi si aggiudica l’immobile all’asta dovrà sostenere tutte le spese relative ad eventuali difformità. Ad esempio, se è stato costruito un muro senza il relativo permesso, l’acquirente dell’immobile dovrà provvedere a tutte le spese per sanare l’immobile.

Liberazione dell’immobile: bisogna tenere presente anche le spese per sgomberare l’immobile. Tali spese di liberazione possono essere a carico dell’acquirente o a carico del tribunale. Se è l’acquirente a doverle sostenere è necessario rivolgersi a un avvocato e iniziare così l’operazione di liberazione. Spesso in questi casi è necessario rivolgersi anche a un fabbro per sostituire la serratura della porta.

Per quanto riguarda le spese condominiali, si consiglia di contattare subito l’amministratore per avere un quadro generale delle spese da sostenere (sia quelle obbligatorie che quelle eventuali).

Trattandosi appunto di spese variabili e non fisse, è bene informarsi prima di procedere con l’offerta per l’immobile, al fine di evitare brutte sorprese o imprevisti. Anche se all’apparenza possono sembrare spese banali, in realtà le spese eventuali possono compromettere l’intera riuscita dell’affare e incidere notevolmente sui costi. In sintesi, bisogna sempre considerare un 20% o 30% in più di spese aggiuntive, oltre al prezzo finale con il quale ci si aggiudica l’immobile all’asta.

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